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FotoGenesi

No way out

Risiera di San Sabba
Dopo la costituzione della Repubblica fascista di Salò, nel settembre 1943, questa cedette ai nazisti alcuni territori di frontiera, fra cui Fiume, Trieste e Udine col loro retroterra istriano e friulano. I nazisti vi stabilirono una propria amministrazione e li battezzarono Adriatisches Kuestenland.
Nella zona infuriava la lotta partigiana. Fu quindi quasi naturale per loro impiantare a Trieste, in un sobborgo appena fuori dal centro, un campo di concentramento e sterminio.
Fu scelto un edificio per la pilatura del riso in disuso, nella località denominata San Sabba. Di qui il nome del lager dove antifascisti, partigiani, semplici ed innocui civili, italiani, sloveni, croati ed ebrei furono rinchiusi, torturati, massacrati e infine cremati. La Risiera di San Sabba, oggi monumento nazionale, fu l'unico campo di sterminio in Italia. Vi transitarono, diretti a Buchenwald, a Dachau, ad Auschwitz, più di 25 000 persone. Oltre 5 000 perdettero la vita per mano di quello stesso Einsatzkommando Reinhard che si era già distinto negli sterminii perpetrati nei campi della Polonia.
Il 29 aprile 1945, quando ormai i reparti partigiani jugoslavi del IX Korpus avevano conquistato praticamente la città, gli stessi nazisti misero in libertà i pochi superstiti prima di far saltare l'edificio del forno crematorio e tentare di cancellare le tracce della loro macabra impresa.
Nel dopoguerra i responsabili del Lager furono condannati da un tribunale italiano, ma sfuggirono alle pene che vennero loro inflitte
[ANED]

WHERE | WHEN

RISIERA DI SAN SABBA, FRIULI VENEZIA GIULIA | 2012

FOCAL LENGTH | SHUTTER SPEED | APERTURE | ISO

20MM | 1/10SEC | F13 | ISO200